Forrest Gump: il mondo visto dagli occhi di chi ama senza condizioni
Quando Forrest Gump uscì al cinema nel 1994, non fu solo un successo. Fu un evento. Un punto di svolta nella storia del cinema e nella coscienza collettiva. Un film capace di commuovere, divertire, far riflettere e raccontare trent’anni di storia americana attraverso gli occhi ingenui e sinceri d...
Quando Forrest Gump uscì al cinema nel 1994, non fu solo un successo. Fu un evento.
Un punto di svolta nella storia del cinema e nella coscienza collettiva. Un film capace di commuovere, divertire, far riflettere e raccontare trent’anni di storia americana attraverso gli occhi ingenui e sinceri di un uomo che “non era intelligente”, ma che capiva le cose più importanti della vita.
Forrest Gump, interpretato da un monumentale Tom Hanks (Oscar meritatissimo come miglior attore), è un ragazzo dell’Alabama con un QI basso e un cuore immenso. Cresce con la madre – una Sally Field dolce e determinata – che gli insegna che “stupido è chi lo stupido fa”.
Da lì inizia una vita straordinaria: Forrest diventa campione di football, eroe di guerra in Vietnam, campione di ping-pong, imprenditore di successo con la “Bubba Gump Shrimp Company”, testimone e protagonista inconsapevole di eventi storici cruciali. Sempre in cammino, sempre correndo.
Ma al centro della sua storia, più di tutto, c’è Jenny. La sua amica d’infanzia, il suo amore eterno, la sua stella irraggiungibile.
Jenny è tutto ciò che Forrest non è: inquieta, ferita, fragile, e in costante fuga da se stessa. Il loro rapporto, fatto di incontri e separazioni, tenerezza e incomprensioni, è il cuore pulsante del film.
L’amore che Forrest prova per lei – puro, incondizionato, eterno – è una delle rappresentazioni più commoventi della storia del cinema. La regia di Robert Zemeckis è magistrale: unisce effetti visivi innovativi (Forrest inserito digitalmente in immagini storiche con Kennedy, Nixon, Lennon) a una narrazione semplice, che scorre come il racconto di un nonno su una panchina.
E proprio quella panchina, simbolo del film, è diventata il luogo immaginario dove ognuno di noi, almeno una volta, si è seduto a riflettere sulla propria vita. Il film uscì negli Stati Uniti il 6 luglio 1994 e in Italia il 21 ottobre dello stesso anno.
Vinse 6 premi Oscar (tra cui miglior film, regia, attore protagonista, sceneggiatura non originale) e incassò oltre 680 milioni di dollari nel mondo. Ma più ancora dei premi, Forrest Gump vinse il cuore delle persone.
Le sue frasi – “La vita è come una scatola di cioccolatini”, “Corri, Forrest, corri!”, “Non so se ognuno ha un destino, o se siamo tutti qui per caso” – sono diventate parte del linguaggio comune. In Italia, il film fu un vero e proprio cult, trasmesso in TV in prima serata per anni, spesso nel periodo natalizio.
Non c’era casa dove non fosse stato visto almeno una volta. E ogni volta, si piangeva.
Sempre nello stesso punto. Sempre con lo stesso groppo alla gola.
Quello che non tutti sanno
Il film è tratto da un romanzo omonimo scritto da Winston Groom nel 1986, molto più caustico e grottesco rispetto alla versione cinematografica. Tom Hanks accettò il ruolo a patto che il film fosse fedele al tono “umano” del copione, e rinunciò a un compenso fisso scegliendo invece una percentuale sugli incassi: una scelta che gli fruttò oltre 40 milioni di dollari.
La voce e l’accento di Forrest furono ispirati direttamente da Michael Conner Humphreys, il bambino che interpreta Forrest da piccolo, che aveva un forte accento del Sud. La famosa scena in cui Forrest corre da una costa all’altra degli Stati Uniti fu girata in 4 diversi stati, e in alcune sequenze Hanks fu sostituito dal fratello minore Jim, molto simile fisicamente.
Infine, la panchina su cui Forrest racconta la sua storia fu posizionata nella Chippewa Square di Savannah (Georgia), ma oggi è conservata in un museo per proteggerla dai fan che continuavano a sedersi e lasciarci biglietti.