Fiammiferino: piccolo tesoro nella scatola dei ricordi

Chi di noi non ricorda quella piccola scatola rettangolare che sembrava contenere dei normalissimi fiammiferi? Era la confezione di uno dei giocattoli più amati degli anni '80: Fiammiferino. Questo piccolo bambolotto, lanciato dalla GIG nel 1979, conquistò immediatamente i cuori di bambini e raga...

Fiammiferino: piccolo tesoro nella scatola dei ricordi

Chi di noi non ricorda quella piccola scatola rettangolare che sembrava contenere dei normalissimi fiammiferi? Era la confezione di uno dei giocattoli più amati degli anni '80: Fiammiferino.

Questo piccolo bambolotto, lanciato dalla GIG nel 1979, conquistò immediatamente i cuori di bambini e ragazzi, diventando un fenomeno di costume che attraversò tutti gli anni Ottanta. La pubblicità televisiva del 1979 recitava con enfasi: "Linea GIG presenta: Fiammiferino.

Ecco Fiammiferino, compagno di giochi ideale per i bambini di tutte le età. Non stiamo scherzando: con Fiammiferino si divertono i più piccoli, mentre i più grandi, oltre a divertirsi, ne fanno collezione".

E aveva ragione: Fiammiferino non era solo un giocattolo, era diventato un oggetto da collezione che attraversava le generazioni. La magia di Fiammiferino risiedeva nella sua semplicità geniale.

Il corpo era composto da migliaia di palline di materiale simile al polistirolo e sabbia, che permettevano di metterlo in qualsiasi posizione, mentre la testa era dello stesso materiale delle tradizionali bambole. Questa caratteristica lo rendeva un perfetto compagno di giochi: posabile, modellabile, sempre pronto a seguire la fantasia del suo piccolo proprietario.

La confezione, somigliante a quella dei fiammiferi, era diventata il simbolo distintivo del prodotto. Aprire quella scatoletta era come scartare un regalo di Natale ogni volta: dentro c'era il tuo nuovo piccolo amico, con il suo cappellino colorato e quell'espressione tenera che conquistava al primo sguardo.

La GIG, l'azienda produttrice fondata nel 1968 da Gianfranco Aldo Horvat, aveva trovato in Fiammiferino uno dei suoi prodotti di punta. L'azienda fiorentina era diventata negli anni una delle più importanti nel settore giocattoli in Italia, licenziataria di marchi quali Toy's e Nintendo.

La collaborazione con l'agenzia pubblicitaria Phasar di Firenze aveva creato campagne memorabili che ancora oggi risuonano nella memoria di chi ha vissuto quegli anni. Ma Fiammiferino era anche sinonimo di travesie domestiche.

Molti ricordano con un misto di nostalgia e imbarazzo la tentazione irresistibile di "sventrare" il piccolo bambolotto per estrarne le palline di polistirolo. Un gesto che spesso scatenava l'ira di mamme e sorelle, costrette a raccogliere migliaia di piccole sfere bianche sparse per tutta la casa.

Il successo di Fiammiferino si estese per tutto il decennio degli anni '80, accompagnato da accessori e complementi: "mobili da giardino, la culla a dondolo, l'altalena ed una infinità di oggetti in miniatura". Ogni bambino poteva creare il suo piccolo mondo in miniatura, popolato da questi teneri personaggi.

Oggi Fiammiferino è diventato un pezzo da collezione ricercato, simbolo di un'epoca in cui i giocattoli erano più semplici ma non meno affascinanti. La sua eredità continua, prodotto ancora oggi da Giochi Preziosi in versioni aggiornate e a norma di sicurezza, mantenendo vivo il ricordo di quel piccolo tesoro che ha accompagnato l'infanzia di milioni di italiani.

Quello che non tutti sanno

Il nome "Fiammiferino" derivava letteralmente dalla forma della confezione, identica a quella delle scatole di fiammiferi dell'epoca. Il materiale interno non era semplice polistirolo, ma una particolare miscela brevettata che includeva micro-sfere di diversa densità per garantire la posabilità ottimale del bambolotto.

La GIG aveva studiato oltre 50 prototipi diversi prima di arrivare alla formula definitiva del riempimento. I primi Fiammiferini del 1979 erano leggermente più grandi di quelli prodotti negli anni successivi: misuravano infatti 6,5 cm contro i 5,5 cm delle versioni successive.

Esisteva anche una versione "deluxe" mai commercializzata, con un sistema magnetico interno che permetteva ai Fiammiferini di attaccarsi tra loro. La linea aveva anche un "fratello maggiore" chiamato Paciocchino, alto circa 15 cm, che utilizzava la stessa tecnologia ma in formato più grande.

Il jingle della pubblicità televisiva fu composto dal musicista Pino Marchi dello Studio K, che collaborava stabilmente con l'agenzia Phasar per tutte le campagne GIG dell'epoca.