Festivalbar: l’estate italiana che cantava nelle piazze
Negli anni ’80 e ’90, l’estate non iniziava davvero finché non partiva la sigla del Festivalbar. Era il suono di una stagione intera, il sottofondo delle serate calde passate davanti alla TV con le finestre aperte, le cicale fuori e la voglia di ballare nel cuore. Nato nel 1964 da un’idea del vis...
Negli anni ’80 e ’90, l’estate non iniziava davvero finché non partiva la sigla del Festivalbar. Era il suono di una stagione intera, il sottofondo delle serate calde passate davanti alla TV con le finestre aperte, le cicale fuori e la voglia di ballare nel cuore.
Nato nel 1964 da un’idea del visionario Vittorio Salvetti, il Festivalbar cambiò pelle negli anni, ma fu proprio negli Ottanta che raggiunse l’apice del suo splendore, diventando un vero e proprio rito collettivo trasmesso in prima serata su Italia 1 e, successivamente, su Canale 5. La formula era unica: un tour musicale che toccava le piazze più belle d’Italia — da Verona a Palermo, da Lucca a Taormina — dove gli artisti si esibivano dal vivo davanti a migliaia di spettatori.
Ma a decretare il vincitore non era una giuria, bensì i jukebox, sparsi per tutta Italia: chi aveva il brano più suonato vinceva la manifestazione. Tra la fine di giugno e tutto luglio, ogni martedì sera (poi anche il mercoledì) si aspettava la nuova puntata del Festivalbar, condotta da volti iconici come Claudio Cecchetto, Fiorello, Amadeus, Simona Ventura, Alessia Marcuzzi, e molti altri.
Era la passerella estiva dei grandi nomi della musica italiana e internazionale: Raf, Eros Ramazzotti, Gianna Nannini, Vasco, ma anche Bon Jovi, Duran Duran, Madonna, Spice Girls, fino a Britney Spears e Robbie Williams negli anni '90. Per i ragazzi di allora, era anche l’occasione per scoprire nuovi cantanti, copiare i look delle star, registrare su VHS le esibizioni preferite e imparare a memoria i testi delle hit.
Ogni puntata era un concentrato di energia, luci, coriandoli e applausi, e spesso si concludeva con gli artisti che improvvisavano sotto il cielo stellato, tra le urla dei fan e i giochi d’acqua delle fontane. Il Festivalbar è stato interrotto nel 2007, ma resta uno dei ricordi più vividi di un’Italia che si raccoglieva davanti alla TV per cantare insieme.
Quello che non tutti sanno
Il primissimo vincitore del Festivalbar nel 1964 fu Bobby Solo con “Credi a me”. Ma il vero boom arrivò negli anni ’80, anche grazie all’introduzione del dispositivo elettronico S.I.M., un sistema innovativo che registrava i brani più suonati nei jukebox e ne garantiva la tracciabilità per stilare la classifica.
Inoltre, pochi ricordano che Festivalbar fu anche uno dei primi show musicali a trasmettere interviste pre-registrate nei camerini, aprendo le porte del backstage al grande pubblico, in un’epoca in cui il “dietro le quinte” era ancora un mondo misterioso.