Espadrillas: l’estate leggera che ci camminava accanto
Negli anni ’80 non era davvero estate senza un paio di espadrillas ai piedi. Colorate, leggere, con la suola in corda intrecciata e il tessuto in cotone grezzo, erano il simbolo di uno stile semplice ma irresistibile, tra spiagge assolate, gite in motorino e passeggiate al tramonto con la radio p...
Negli anni ’80 non era davvero estate senza un paio di espadrillas ai piedi. Colorate, leggere, con la suola in corda intrecciata e il tessuto in cotone grezzo, erano il simbolo di uno stile semplice ma irresistibile, tra spiagge assolate, gite in motorino e passeggiate al tramonto con la radio portatile in mano.
Le indossavano tutti: ragazze, ragazzi, bambini. Bastava infilarle e sentivi subito profumo di mare e libertà.
Originarie della Catalogna e dei Paesi Baschi, le espadrillas nacquero come scarpe da lavoro nel XIV secolo. Erano umili, ma resistenti, perfette per camminare tra i campi sotto il sole cocente.
Ma fu solo negli anni ’70 e ’80 che divennero un vero e proprio oggetto cult, complici il ritorno alla moda naturale e il desiderio di leggerezza che percorreva la cultura giovanile dell’epoca. In Italia esplosero tra fine anni ’70 e primi anni ’80, trovando terreno fertile tra la Versilia, la Riviera Romagnola e la Costa Smeralda.
Le ragazze le abbinavano a gonne lunghe in lino, top a fiori e camicie annodate in vita. I ragazzi, invece, le indossavano con jeans scoloriti e polo dai colori pastello.
Le versioni più in voga avevano il laccio alla caviglia, da avvolgere in stile ballerina o alla caprese. Il bello era anche il prezzo: si trovavano ovunque, dal negozio di moda al mercatino del mare, e costavano poco.
Ma davano tantissimo in cambio: stile, freschezza, e quella sensazione di essere in vacanza anche se si era solo al parco sotto casa. Le espadrillas facevano parte di una ritualità estiva: comprate nuove ogni giugno, logorate a settembre, piene di sabbia e ricordi.
Erano protagoniste nelle pubblicità, nei servizi fotografici delle riviste di moda, ma anche nei filmini delle vacanze e nei ricordi dei primi amori. Bastava uno sguardo tra due adolescenti con le espadrillas e un gelato in mano per sentirsi parte di un’estate da film.
Poi arrivarono gli anni ’90 con le sneakers fluo e le ciabatte in plastica, e le espadrillas finirono in fondo all’armadio. Ma per chi le ha amate, restano il simbolo di un tempo lento, vissuto all’aria aperta, a piedi nudi sulla spiaggia o sopra quelle corde intrecciate che odoravano di sole e libertà.
Quello che non tutti sanno
Nel 1970, lo stilista Yves Saint Laurent commissionò alla storica azienda spagnola Castañer una versione elegante e con zeppa delle tradizionali espadrillas. Il successo fu immediato.
Ma è negli anni ’80 che questa collaborazione esplose, portando le espadrillas dalle passerelle alla vita quotidiana. Celebrità come Lady Diana, Brigitte Bardot, Jane Birkin e perfino Jacqueline Kennedy le indossavano regolarmente.
In Italia, le espadrillas più desiderate erano quelle acquistate nei mercatini artigianali di Forte dei Marmi e Alassio: ogni paio era unico, cucito a mano, spesso con piccoli difetti che lo rendevano ancora più autentico.