Eminem: quel 23 febbraio del '99 quando l'America bianca trovò il suo rapper

Nel febbraio del 1999, mentre tutti parlavano ancora di TLC e del loro FanMail in cima alle classifiche, una voce sconosciuta stava per rivoluzionare per sempre l'hip hop mondiale. Marshall Bruce Mathers III, in arte Eminem, pubblicava il 23 febbraio di quell'anno "The Slim Shady LP" per le etich...

Eminem: quel 23 febbraio del '99 quando l'America bianca trovò il suo rapper

Nel febbraio del 1999, mentre tutti parlavano ancora di TLC e del loro FanMail in cima alle classifiche, una voce sconosciuta stava per rivoluzionare per sempre l'hip hop mondiale. Marshall Bruce Mathers III, in arte Eminem, pubblicava il 23 febbraio di quell'anno "The Slim Shady LP" per le etichette Aftermath di Dr.

Dre e Interscope, segnando non solo il suo debutto commerciale ma una vera e propria cesura storica nel genere rap. Il disco debuttò immediatamente al secondo posto della Billboard 200, vendendo 283.000 copie fisiche nella prima settimana e trascinato dal singolo "My Name Is" che aveva già iniziato a far parlare di sé.

Ma dietro questo successo c'era una storia ben diversa da quelle patinate dei colleghi rapper dell'epoca. Il vero nome di Marshall tradiva infatti origini ben lontane dai quartieri che avevano dato i natali alle leggende dell'hip hop.

Nato a St. Joseph, Missouri, il 17 ottobre 1972, Eminem si era trasferito a Detroit a dodici anni, crescendo in quella periferia industriale che negli anni '90 stava vivendo il suo declino più drammatico.

La sua adolescenza fu segnata da violenze continue: a quindici anni finì in coma per dieci giorni dopo un pestaggio che gli causò un'emorragia cerebrale, e solo un anno dopo rischiò di essere ucciso dal capo di una gang locale. L'inizio della sua carriera musicale risaliva ai primi anni '90, quando insieme all'amico Proof aveva fondato i Soul Intent, gruppo che nel 1995 pubblicò il singolo "Fuckin' Backstabber".

Nel 1996 arrivò il primo tentativo da solista con "Infinite", album che circolò in sole 500 copie e venne liquidato dalla critica come una brutta copia di Nas e AZ. Il fallimento fu talmente devastante che la fidanzata lo lasciò impedendogli di vedere la figlia Hailie Jade Scott, nata il 25 dicembre 1995.

Marshall tentò addirittura il suicidio con un'overdose di Tylenol. Fu da questa disperazione che nacque Slim Shady, l'alter ego violento e irriverente che avrebbe cambiato tutto.

Nel 1997 pubblicò "The Slim Shady EP", otto tracce che includevano già "My Name Is" e che catturarono l'attenzione di Dr. Dre.

Il produttore di Compton, già leggenda con i N.W.A., scommise su questo ragazzo bianco di Detroit firmandolo per la sua Aftermath Entertainment, decisione che molti definirono rischiosa. "The Slim Shady LP" rappresentò la sintesi perfetta tra il talento grezzo di Marshall e l'esperienza produttiva di Dr. Dre.

L'album, scritto interamente dalla prospettiva dell'alter ego Slim Shady, raccontava l'America bianca suburbana con una crudeltà mai vista prima nel rap, ribaltando i canoni del genere che fino ad allora aveva celebrato l'ego e il successo. Eminem invece si prendeva di mira, si dava del fallito, ammetteva di essere completamente sbagliato.

Il successo fu immediato e travolgente. L'album vendette quattro milioni di copie nei soli Stati Uniti, vinse il Grammy come Miglior Album Rap e rese Eminem il primo rapper bianco a conquistare questi riconoscimenti.

Dr. Dre, impressionato dai risultati, gli aprì addirittura un'etichetta personale, la Shady Records, che negli anni avrebbe lanciato artisti come 50 Cent.

Le polemiche non tardarono ad arrivare. I testi violenti e il linguaggio scurrile scatenarono un dibattito nazionale sull'influenza della musica rap sui giovani americani.

Ironicamente, le uniche querele arrivarono dalla madre stessa di Eminem e da D'Angelo Bailey, ex compagno di scuola citato nel brano "Brain Damage" come bullo violento.

Quello che non tutti sanno

La registrazione di "The Slim Shady LP" avvenne in un periodo di estrema povertà per Eminem, che lavorava ancora come cuoco e lavapiatti al Gilbert's Lodge di St. Clair Shores per mantenere la famiglia.

Durante le sessioni di studio, Marshall doveva spesso chiedere anticipi a Dr. Dre per pagare l'affitto, e molte delle sue rime più feroci nascevano dalla frustrazione di non riuscire a sfamare dignitosamente la figlia.

Il produttore californiano rimase così colpito dalla determinazione del rapper che decise di pagargli personalmente le spese per il primo tour promozionale, investimento che si rivelò cruciale per il successo mondiale dell'album. Inoltre, il brano "97 Bonnie and Clyde", uno dei più controversi del disco in cui Eminem immagina di disfarsi del cadavere della moglie insieme alla figlia piccola, fu registrato proprio il giorno di Natale del 1997, mentre Kim e Hailie erano a casa della famiglia di lei, ignare del contenuto che Marshall stava immortalando in studio.