Do They Know It's Christmas: quando 37 stelle fermarono il mondo per un giorno

Domenica 25 novembre 1984, ore 11:00 del mattino. Ai Sarm West Studios di Notting Hill, Londra, iniziava a formarsi la coda di limousine più stellare della storia della musica popolare. In sole otto ore, dalle 11 alle 19, 37 tra i più grandi nomi del pop e rock britannico e irlandese si sarebbero...

Do They Know It's Christmas: quando 37 stelle fermarono il mondo per un giorno

Domenica 25 novembre 1984, ore 11:00 del mattino. Ai Sarm West Studios di Notting Hill, Londra, iniziava a formarsi la coda di limousine più stellare della storia della musica popolare.

In sole otto ore, dalle 11 alle 19, 37 tra i più grandi nomi del pop e rock britannico e irlandese si sarebbero riuniti per registrare quello che sarebbe diventato il singolo benefico più venduto di tutti i tempi: "Do They Know It's Christmas?" di Band Aid. L'idea nacque dalla mente di Bob Geldof dei Boomtown Rats, che poche settimane prima aveva visto un documentario BBC del giornalista Michael Buerk sulla devastante carestia etiope del 1983-1985.

Scioccato dalle immagini di sofferenza, Geldof contattò immediatamente Midge Ure degli Ultravox per proporre di scrivere e registrare un singolo benefico. In realtà, Geldof adattò una melodia già composta ma mai pubblicata, "It's My World", trasformandola nella canzone che tutti conosciamo.

Il passaparola fu fulmineo: "Ho chiamato Sting e mi ha detto sì, poi Simon Le Bon..." raccontò Geldof a Melody Maker. Trevor Horn, proprietario degli studi Sarm, donò generosamente 24 ore gratuite di registrazione del valore di 85 sterline l'ora, un gesto che si rivelò fondamentale per la riuscita del progetto.

La logistica fu impressionante: coordinare 37 artisti in un solo giorno, considerando che tra loro potevano vantare 23 singoli numero uno nelle classifiche britanniche. La lista degli artisti presenti quel giorno era un concentrato della migliore musica degli anni '80: Sting dei Police, George Michael dei Wham!, Paul Weller dei Jam, Paul Young, Phil Collins alla batteria, Boy George dei Culture Club, Tony Hadley degli Spandau Ballet, i Duran Duran al completo, Bono e Adam Clayton degli U2, le Bananarama, Glenn Gregory degli Heaven 17, membri di Ultravox, Kool & The Gang, e persino la cantante americana Jody Watley, che si trovava a Londra in quel periodo.

Le prime tracce registrate furono i cori di gruppo, filmati dalla stampa internazionale che trasmise le immagini mentre la registrazione era ancora in corso. Tony Hadley degli Spandau Ballet fu il primo a registrare la sua parte vocale solista.

Una curiosità: la sezione cantata dagli Status Quo fu giudicata inutilizzabile e sostituita con una parte interpretata da Paul Weller, Sting e altri artisti. Il regista Nigel Dick filmò l'intera sessione per creare il videoclip, mescolando le riprese in studio con i momenti di arrivo degli artisti.

Il singolo fu pubblicato il 3 dicembre 1984, appena una settimana dopo la registrazione, e andò direttamente al numero uno delle classifiche britanniche. Le vendite furono straordinarie: un milione di copie nella prima settimana, superando tutti gli altri dischi in classifica messi insieme.

Rimase in vetta per cinque settimane consecutive, vendendo oltre tre milioni di copie entro la fine del 1984 e diventando temporaneamente il singolo più venduto di tutti i tempi nel Regno Unito. Il successo internazionale fu altrettanto impressionante: numero uno in altri tredici paesi, certificazione oro negli Stati Uniti ancor prima dell'arrivo del Natale 1984, nonostante si fermasse al numero 13 della Billboard Hot 100 a causa della minore programmazione radiofonica americana.

George Michael e i Wham!, colpiti dall'iniziativa, donarono tutti i diritti d'autore del loro successo natalizio "Last Christmas" al Band Aid Trust. L'impatto culturale fu immediato e duraturo.

Band Aid aprì la strada a innumerevoli altri singoli benefici, ispirò direttamente "We Are the World" di USA for Africa e portò alla realizzazione del Live Aid del 13 luglio 1985. La speranza iniziale di Geldof era raccogliere forse 70.000 sterline; in un anno l'iniziativa generò circa 8 milioni di sterline, mentre l'intera nazione britannica si mobilitò con eventi speciali per aumentare i fondi.

Il format si rivelò così efficace che venne replicato nel 1989 con Band Aid II (prodotto da Stock, Aitken & Waterman), nel 2004 con Band Aid 20 (per il ventennale), nel 2014 con Band Aid 30 (per combattere l'ebola) e nel 2024 con un "Ultimate Mix" che incorpora voci da tutte le versioni precedenti eccetto quella del 1989. Le uniche artiste a partecipare sia alla versione del 1984 che a quella del 1989 furono Sara Dallin e Keren Woodward delle Bananarama.

Quello che non tutti sanno

La registrazione di "Do They Know It's Christmas?" nasconde diversi segreti tecnici e aneddoti sorprendenti. La famosa introduzione della canzone utilizza un campionamento rallentato della batteria di "The Hurting" dei Tears for Fears del 1983, una scelta che all'epoca rappresentava una delle prime applicazioni creative del sampling digitale in un contesto commerciale.

Inoltre, Bob Geldof aveva originariamente chiesto ai suoi colleghi dei Boomtown Rats di non partecipare al progetto per evitare conflitti di interesse, ma poi li incluse comunque nella formazione finale quando si rese conto che servivano più voci per il coro. David Bowie, che non poté partecipare alla sessione di registrazione perché si trovava in Svizzera, volò appositamente a Londra per registrare un messaggio introduttivo per il video che sarebbe stato trasmesso su Top of the Pops il 29 novembre 1984.

Infine, il videoclip originale fu montato in sole 48 ore utilizzando una tecnica rivoluzionaria chiamata "hot editing", che permetteva di montare le immagini mentre venivano ancora girate, una innovazione che anticipò di anni le tecniche di editing in tempo reale oggi comuni nella produzione televisiva moderna.