Culture Club: la rivoluzione colorata che trasformò il volto degli anni '80

Quando nel settembre 1982 "Do You Really Want to Hurt Me" raggiunse la vetta delle classifiche britanniche, nessuno immaginava che quella voce dolce e malinconica e quell'immagine androgina avrebbero ridefinito per sempre l'estetica pop degli anni Ottanta. I Culture Club, formati a Londra nel 198...

Culture Club: la rivoluzione colorata che trasformò il volto degli anni '80

Quando nel settembre 1982 "Do You Really Want to Hurt Me" raggiunse la vetta delle classifiche britanniche, nessuno immaginava che quella voce dolce e malinconica e quell'immagine androgina avrebbero ridefinito per sempre l'estetica pop degli anni Ottanta. I Culture Club, formati a Londra nel 1981, divennero in pochissimo tempo uno dei fenomeni musicali più dirompenti del decennio, portando nelle case di tutto il mondo non solo melodie irresistibili, ma una vera e propria rivoluzione culturale.

La formazione storica del gruppo era composta da Boy George (George Alan O'Dowd, nato il 14 giugno 1961) alla voce, Roy Hay alle chitarre e tastiere, Michael Craig al basso e Jon Moss alla batteria. La genesi della band affonda le radici nella vivace scena new romantic londinese di fine anni '70, dove Boy George si faceva notare nei club più decadenti della città per il suo look eccentrico e anticonformista.

Il primo contratto arrivò con la Virgin Records nel 1982, dopo che l'EMI li aveva rifiutati. I primi tre singoli "White Boy", "I'm Afraid of Me" e "Mystery Boy" non ottennero successo commerciale, ma la stampa musicale britannica iniziò a prestare attenzione a Boy George.

La svolta arrivò nell'autunno del 1982 con "Do You Really Want to Hurt Me", che schizzò in cima alle classifiche di tutto il mondo. L'album di debutto "Kissing to Be Clever" del 1982 ottenne risultati incredibili sia nel Regno Unito che in America, raggiungendo il numero cinque nelle classifiche britanniche.

I Culture Club furono il primo gruppo, dopo i leggendari Beatles, ad avere 4 singoli in classifica tutti tratti dall'album di debutto: "White Boy", "Do You Really Want to Hurt Me", "I'll Tumble For Ya" e "Time (Clock of the Heart)". Ma il vero trionfo arrivò nel 1983 con il secondo album "Colour by Numbers", che conteneva quella che sarebbe diventata la loro canzone più iconica: "Karma Chameleon".

Il brano, scritto da Boy George, Roy Hay e Phil Pickett, raggiunse il numero uno in oltre quindici paesi e rimase in vetta alle classifiche britanniche per sei settimane consecutive. Divenne il singolo più venduto del 1983 nel Regno Unito, con 1,39 milioni di copie vendute solo in quell'anno. "Karma Chameleon" conquistò anche gli Stati Uniti, dove rimase per quattro settimane al numero uno della Billboard Hot 100 nel 1984, diventando l'unico singolo dei Culture Club a raggiungere la vetta americana.

Il successo fu tale che il brano occupa ancora oggi la posizione numero ottantatré nella classifica mondiale unificata dei singoli più venduti di tutti i tempi. Gli anni '80 furono un periodo di gloria ininterrotta per la band.

Nel 1984 i Culture Club vinsero il Brit Award come miglior gruppo britannico e il Grammy Award come migliori nuovi artisti. Nel 1983 avevano già vinto il premio come miglior canzone dell'anno per "Karma Chameleon", mentre nel 1985 Boy George ottenne un Grammy per essere stato "Artista dell'anno 1984".

Il terzo album "Waking Up with the House on Fire" del 1984 non riuscì a eguagliare il successo critico dei predecessori, nonostante il singolo "The War Song" raggiungesse il numero due nel Regno Unito. Nello stesso periodo, Boy George sviluppò una dipendenza da eroina che avrebbe segnato profondamente la sua vita e quella della band.

Nel 1986 uscì "From Luxury to Heartache", l'ultimo album della formazione originale. Il successo del singolo "Move Away" segnò un potenziale ritorno per il gruppo, ma la dipendenza di Boy George divenne di dominio pubblico e la band si sciolse nello stesso anno.

La reunion arrivò nel 1998 per celebrare i vent'anni di carriera, culminando nel 2002 con un concerto alla Royal Albert Hall per il ventesimo anniversario. Nel 2018 è uscito "Life", il primo album di inediti dopo vent'anni, preceduto dal singolo "Let Somebody Love You".

Quello che non tutti sanno

Quando Boy George cantò "Karma Chameleon" per la prima volta al resto della band, questi si limitarono a ridere di lui. "Ho scritto la melodia praticamente tutta di testa e l'ho cantata a loro nell'appartamento di Roy e si sono messi a ridere," ha raccontato anni dopo il cantante. La canzone rischiò di non essere mai registrata a causa dello scetticismo iniziale della band.

Inoltre, Boy George aveva una relazione segreta con il batterista Jon Moss, e molte delle canzoni più famose del gruppo, inclusa "Do You Really Want to Hurt Me", contenevano riferimenti nascosti alla loro tormentata storia d'amore. Il look androgino di Boy George, con trucco pesante e abiti eccentrici, fu fonte di controversie: Pete Burns dei Dead or Alive sostenne sempre che Boy George avesse copiato il suo stile, dando vita a una rivalità che durò per anni.

Un segno dell'imminente rottura della band fu il fatto che non parteciparono al Live Aid del 1985, nonostante fossero ancora uno dei gruppi più blasonati del mondo.