Crystal Ball: la magia che soffiavamo con una cannuccia
Negli anni ’80 bastava una bustina colorata e una cannuccia per entrare in un mondo fatto di bolle, sogni e risate. Il Crystal Ball non era solo un giocattolo: era un rito, un momento di creatività, una magia da condividere con gli amici sotto casa. In un’epoca senza smartphone e schermi luminosi...
Negli anni ’80 bastava una bustina colorata e una cannuccia per entrare in un mondo fatto di bolle, sogni e risate. Il Crystal Ball non era solo un giocattolo: era un rito, un momento di creatività, una magia da condividere con gli amici sotto casa.
In un’epoca senza smartphone e schermi luminosi, ci si divertiva con poco — e quel poco era spesso più che sufficiente per creare ricordi indelebili. Distribuito dalla Giochi Preziosi in Italia, il Crystal Ball era composto da un piccolo tubetto contenente una pasta gelatinosa, appiccicosa e colorata.
Si prelevava una piccola quantità con le dita, si posizionava sulla punta di una cannuccia di plastica e si cominciava a soffiare. Lentamente, prendeva forma una bolla resistente, traslucida e leggermente profumata.
Era più solida di una bolla di sapone, più fragile di un palloncino: una via di mezzo che la rendeva affascinante e unica. I bambini facevano a gara a chi soffiava la bolla più grande, o a chi riusciva a farne una dentro l’altra.
Qualcuno provava a modellarle, altri le facevano rimbalzare sulla mano. Ma il momento più bello era sempre quello della creazione: guardare quella sfera crescere piano piano era quasi ipnotico.
Il Crystal Ball veniva venduto in edicola, appeso tra le figurine Panini e i gadget delle merendine. Bastava una moneta da 500 lire e ci si sentiva subito ricchi.
Esistevano varie profumazioni, come fragola o menta, e colori diversi: rosso, blu, giallo, verde. Alcuni li collezionavano, altri li finivano nel giro di un pomeriggio.
Nonostante la sua semplicità, il Crystal Ball conquistò intere generazioni. Era una scusa per stare all’aperto, per fare gruppo, per inventare giochi e sfide.
E come molte cose degli anni ’80, aveva un pizzico di rischio che lo rendeva ancora più affascinante: l’odore della pasta era forte, e si sapeva che non andava mai, mai, portata alla bocca. Poi, negli anni ’90, cominciarono a circolare voci di tossicità, e il Crystal Ball fu progressivamente messo da parte, sostituito da giocattoli più sicuri e meno poetici.
Ma chiunque abbia vissuto quell’epoca sa che c’era qualcosa di speciale in quelle bolle opache che duravano pochi minuti e lasciavano il segno nel cuore.
Quello che non tutti sanno
Il Crystal Ball fu inventato negli anni ’60 da un’azienda italiana, la Gallucci, ma raggiunse la massima popolarità negli anni ’80 grazie alla distribuzione capillare nelle edicole da parte della Giochi Preziosi. La pasta contenuta nel tubetto era a base di acetato di polivinile e richiedeva l’uso di un solvente che evaporava durante il gonfiaggio.
Per questo motivo, pur non essendo pericoloso se usato correttamente, veniva sempre raccomandato di usarlo all’aperto e sotto la supervisione di un adulto. In molti paesi europei fu vietato negli anni ’90, ma in Italia è ancora oggi in vendita in versioni più sicure e modernizzate.
Il suo profumo, per molti, resta uno degli odori più iconici dell’infanzia anni ’80.