Colpo grosso: la rivoluzione trasgressiva della TV anni '80

Era il 16 novembre 1987 quando Italia 7 mandò in onda la prima puntata di quello che sarebbe diventato il fenomeno televisivo più discusso e seguito del decennio. In seconda serata, davanti ai teleschermi italiani, Umberto Smaila inaugurava "Colpo grosso - sexy game al casinò", un programma desti...

Colpo grosso: la rivoluzione trasgressiva della TV anni '80

Era il 16 novembre 1987 quando Italia 7 mandò in onda la prima puntata di quello che sarebbe diventato il fenomeno televisivo più discusso e seguito del decennio. In seconda serata, davanti ai teleschermi italiani, Umberto Smaila inaugurava "Colpo grosso - sexy game al casinò", un programma destinato a segnare un'epoca e a dividere l'opinione pubblica come pochi altri.

L'ambientazione era quella di un casinò sofisticato, dove due concorrenti - sempre un uomo e una donna - si sfidavano tra slot machine, roulette e giochi di carte per spogliare le famose "mascherine", inizialmente quattro uomini e quattro donne mascherati che perdevano gradualmente i vestiti a ogni vittoria dei giocatori. Il meccanismo era semplice ma geniale: le fiches iniziali venivano decise tramite una slot machine con sette simboli che rappresentavano parti del corpo con valori crescenti - piede, mano, occhio, bocca, gamba, seno, sedere.

Chi riusciva a spogliarle tutte faceva appunto il "colpo grosso", vincendo l'intero montepremi. Dopo la prima stagione condotta da Smaila insieme alla guardarobiera Nadia Picciurro e alla croupier Barbara Iaschi, il programma evolse costantemente.

Il 5 settembre 1988 debuttò la seconda edizione con Linda Lorenzi che dal 4 novembre sostituì Daniela Fornari nel ruolo di co-conduttrice. Fu proprio Linda, ex spalla di Corrado a "Il pranzo è servito", a diventare uno dei volti più riconoscibili del programma insieme all'immancabile Umberto Smaila.

Ma il vero salto di qualità avvenne nella terza stagione, dal 4 settembre 1989 al 1 giugno 1990, considerata l'edizione di maggior successo. Fecero la loro comparsa le celeberrime "ragazze Portafortuna", poi sostituite dalle iconiche "ragazze Cin Cin" - sette vallette che rappresentavano altrettante bibite alla frutta: ananas, ciliegia, fragola, kiwi, limone, mandarino e mirtillo.

I loro coloratissimi corpetti e gli stacchetti divennero talmente famosi che ogni sera venivano ritrasmessi nella sigla di Blob. Il successo fu clamoroso e inaspettato.

Nonostante andasse in onda su una piccola emittente del circuito Italia 7, controllata dalla Publitalia '80 di Berlusconi, "Colpo grosso" raggiunse picchi di oltre 2 milioni di telespettatori, battendo spesso il "Maurizio Costanzo Show" in onda contemporaneamente su Canale 5. Il fenomeno travalicò i confini nazionali: il format venne acquistato da emittenti estere, rendendolo uno dei pochi programmi televisivi italiani di successo mondiale.

L'impatto culturale fu enorme. In un'Italia ancora "bacchettona" e cattolica, dove l'erotismo in TV era limitato alle minigonne delle conduttrici, "Colpo grosso" rappresentò una vera rivoluzione dei costumi.

Il programma scatenò proteste e polemiche - centinaia di lettere di gruppi di donne venete minacciarono il boicottaggio degli sponsor - ma anche riconoscimenti da parte di critici illuminati come Beniamino Placido e Oreste Del Buono. Le cinque edizioni si susseguirono dal 1987 al 1992, sempre in seconda serata, mantenendo la formula vincente ma aggiornando scenografie e personaggi.

Dalla quarta stagione (1990-1991) l'ambientazione cambiò dal casinò a una nave da crociera con Smaila nelle vesti di capitano, mentre nell'ultima sfortunata edizione del 1991-1992 Umberto lasciò la conduzione prima a Maurizia Paradiso, poi alla coppia Massimo Guelfi-Gabriella Lunghi, decretando la fine dell'era d'oro del programma.

Quello che non tutti sanno

Il successo internazionale di "Colpo grosso" raggiunse vette impensabili: il presidente americano Ronald Reagan citò il programma al Congresso come esempio di corruzione dei costumi dopo averlo visto in uno speciale di Entertainment Tonight su CBS. Perfino Saturday Night Live inviò una troupe in Italia per un servizio.

La leggenda vuole che anche Mikhail Gorbaciov, durante una visita a Roma, abbia guardato la trasmissione chiamando la sua delegazione e portandosi a casa le videocassette come "esempio di decadenza occidentale". Negli anni '90 il colonnello Gheddafi arrivò addirittura a minacciare di lanciare missili su Lampedusa perché i cittadini libici orientavano le antenne paraboliche per captare il segnale italiano e seguire il programma.

Un fenomeno che trasformò un semplice quiz in seconda serata nel simbolo della trasgressione televisiva di un'epoca.