Casa Vianello: la quotidianità (esilarante) degli italiani in salotto
Era il 1988 quando per la prima volta ci siamo seduti tutti sul divano con Raimondo e Sandra, e non ci siamo più alzati per oltre 15 anni. Casa Vianello, la sitcom italiana più longeva della televisione, debuttò il 23 gennaio 1988 su Canale 5, portando nelle case degli italiani un tipo di comicit...
Era il 1988 quando per la prima volta ci siamo seduti tutti sul divano con Raimondo e Sandra, e non ci siamo più alzati per oltre 15 anni. Casa Vianello, la sitcom italiana più longeva della televisione, debuttò il 23 gennaio 1988 su Canale 5, portando nelle case degli italiani un tipo di comicità nuova, familiare e irresistibilmente autentica.
I protagonisti? Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, coppia anche nella vita reale, capaci di trasformare il loro ménage domestico in uno specchio comico del vivere quotidiano.
Ogni puntata, della durata di circa 25 minuti, andava in onda generalmente il sabato sera, in seconda serata o nel tardo pomeriggio, conquistando subito il pubblico con quella formula semplice e brillante: marito snob e sarcastico, moglie affettuosa ma invadente, battibecchi continui, e una tenera complicità che traspariva anche dietro le gag più surreali. La casa era il vero set della serie: un elegante appartamento borghese milanese, con divano in pelle, tende pesanti, e quel letto matrimoniale dove ogni episodio finiva con la mitica frase di Sandra: “Che noia, che barba, che barba, che noia…”.
Il successo fu travolgente. Vianello e Mondaini interpretarono loro stessi, ma con toni volutamente esasperati.
Lui voleva leggere in pace o guardare lo sport, lei cercava attenzioni e lo coinvolgeva in situazioni assurde: dalla visita inaspettata dei parenti, alle trame di gelosia, fino ai malintesi con la domestica, la mitica Tata. Le situazioni, pur surreali, erano ispirate a dinamiche vere e riconoscibili, e questo era il segreto del loro successo: Casa Vianello era lo specchio umoristico della coppia media italiana.
Nel corso degli anni, la serie cambiò più volte fascia oraria e formato, ma senza mai perdere ascolti. Dal 1996 al 1999 andò in onda su Rete 4, e poi tornò su Canale 5 per gli ultimi episodi.
In totale furono prodotte 16 stagioni e 338 episodi, con l’ultimo trasmesso il 28 dicembre 2007, più alcuni speciali natalizi e le due miniserie sequel: Cascina Vianello e I misteri di Cascina Vianello. L’addio definitivo arrivò nel 2008, poco prima della scomparsa di Raimondo nel 2010, seguito da quella di Sandra pochi mesi dopo.
Un finale dolceamaro per una delle coppie più amate della TV italiana, che ancora oggi rivive grazie alle repliche su Mediaset Extra e sul web, dove gli sketch sono diventati virali tra vecchie e nuove generazioni.
Quello che non tutti sanno
Molti episodi di Casa Vianello non avevano una sceneggiatura rigida: Raimondo Vianello, forte della sua esperienza comica, preferiva spesso l’improvvisazione sul set, affidandosi all’intesa con Sandra per creare gag spontanee. Inoltre, la sigla iniziale – il celebre motivo jazz “Chatterbox” – fu mantenuta per quasi tutte le stagioni, diventando una delle musiche più riconoscibili della TV italiana, pur essendo di origine americana.
Infine, gli interni della casa non furono mai girati in uno studio televisivo classico, ma in un set ricostruito con vere finestre e veri elementi d’arredo, per permettere un tipo di recitazione più realistica e intima.