Capelli cotonati e spalline: quando l’esagerazione era sinonimo di stile
Negli anni ’80 non si cercava di essere sobri: si voleva apparire, lasciare il segno, entrare in una stanza ed essere notati. Due simboli assoluti di quella voglia di esagerazione, di libertà e di rottura con il passato erano i capelli cotonati e le spalline. Insieme, erano un manifesto visivo de...
Negli anni ’80 non si cercava di essere sobri: si voleva apparire, lasciare il segno, entrare in una stanza ed essere notati. Due simboli assoluti di quella voglia di esagerazione, di libertà e di rottura con il passato erano i capelli cotonati e le spalline.
Insieme, erano un manifesto visivo dell’epoca: alti, larghi, gonfi, decisi. Niente mezze misure.
I capelli cotonati rappresentavano l’estro individuale: che fossero biondi ossigenati, neri corvino o con colpi di sole fatti in casa, non importava. L’essenziale era che fossero alti.
Molto alti. Si usavano pettini a denti fitti per “gonfiare” le ciocche e fissare tutto con chili di lacca a tenuta da uragano.
Ogni ciuffo diventava architettura, ogni frangia una sfida alla gravità. Era un rituale quotidiano, soprattutto per le adolescenti che si chiudevano in bagno prima di uscire per "sistemarsi i capelli", ma anche per i ragazzi, affascinati dal look delle star musicali come Simon Le Bon o Nick Rhodes.
Le spalline, invece, erano il potere. Nate per dare struttura ai tailleur femminili, invasero presto ogni tipo di abbigliamento: giacche, maglie, camicie, perfino felpe sportive.
La loro funzione era chiara: allargare la figura, dare presenza, imitare il fisico a triangolo rovesciato dei supereroi o dei manager americani. Erano sinonimo di emancipazione, soprattutto per le donne che entravano nel mondo del lavoro.
Con le spalline, ci si sentiva più forti, più sicuri. E più anni ’80.
L’unione tra capelli cotonati e spalline era visivamente esplosiva. I volumi si amplificavano sia in alto che in orizzontale.
Bastava vedere in TV Heather Parisi, Madonna, o la Joan Collins di Dynasty per capire che quella silhouette teatrale, geometrica e coraggiosa era il sogno di molte. Anche in Italia, le mode delle discoteche e dei fotoromanzi si ispiravano a questo stile: si entrava in pista col ciuffo sparato e le spalle ben strutturate, pronti per ballare Self Control o Call Me.
E non era solo una questione femminile. Anche gli uomini indossavano giacche con spalle ampie e si cotonavano i capelli come gli idoli pop dell’epoca.
Lo stile non conosceva confini di genere, ma solo una regola: farsi notare.
Quello che non tutti sanno
In origine, le spalline anni ’80 erano imbottiture rimovibili che si inserivano sotto i vestiti con un velcro. Alcune erano così larghe da spostare visivamente il punto spalla anche di 6-7 cm.
E i capelli cotonati? A Tokyo, nel 1986, fu organizzato un concorso per la “cotonatura più resistente”: vinse una ragazza che, pur sotto una pioggia battente, riuscì a mantenere intatto il suo ciuffo grazie a cinque strati di lacca professionale.
Inoltre, l’associazione dei parrucchieri milanesi stimò che nell’estate del 1984, per ogni cotonatura media, venivano usati circa 15 spruzzi di lacca… ogni mattina.