Bubble Bobble: i due draghetti che hanno conquistato il mondo

Era l'agosto del 1986 quando nelle sale giochi di tutto il mondo arrivò una piccola rivoluzione. Bubble Bobble, il capolavoro della Taito creato da Fukio Mitsuji, non era solo un platform game colorato e apparentemente semplice, ma nascondeva una complessità e una profondità che avrebbero fatto s...

Bubble Bobble: i due draghetti che hanno conquistato il mondo

Era l'agosto del 1986 quando nelle sale giochi di tutto il mondo arrivò una piccola rivoluzione. Bubble Bobble, il capolavoro della Taito creato da Fukio Mitsuji, non era solo un platform game colorato e apparentemente semplice, ma nascondeva una complessità e una profondità che avrebbero fatto scuola per i decenni a venire.

La storia di Bub e Bob, i due piccoli draghi verdi e blu trasformati da magici incantesimi, conquistò immediatamente il cuore dei giocatori. Il gioco venne distribuito dalla Romstar negli Stati Uniti due mesi dopo il lancio giapponese, diventando rapidamente uno dei titoli più giocati nelle sale arcade di tutto il mondo.

Il successo fu immediato e travolgente. In Giappone, nel numero del 1° novembre 1986, Game Machine classificò Bubble Bobble come l'unità arcade di maggior successo di quell'anno.

Nel Regno Unito fu il gioco arcade che incassò di più per tre mesi consecutivi nel 1987, da aprile a giugno. Quello che colpiva di più era la semplicità apparente del gameplay: Bub e Bob devono farsi strada attraverso 100 livelli platform a schermata fissa, imprigionando i nemici in bolle di sapone e facendole poi scoppiare per guadagnare punti.

Ma dietro questa meccanica elementare si nascondeva un mondo di segreti, trucchi e strategie che tenevano incollati i giocatori per ore. La popolarità di Bubble Bobble portò Taito a convertire il gioco su numerosi home computer e console: Commodore 64, Sinclair ZX Spectrum, Commodore Amiga, Atari ST, MSX2, Amstrad CPC, Sharp X68000, PC MS-DOS, Apple II, FM Towns, Sega Master System, Nintendo Game Boy e Nintendo Entertainment System.

Una diffusione capillare che contribuì a consolidare il mito. Il genio di Fukio Mitsuji stava nell'aver pensato fin dall'inizio a un'esperienza cooperativa.

Mitsuji sperava che il suo gioco appassionasse le donne, in particolare le innumerevoli coppie in visita presso le varie sale giochi. Fece delle bolle la meccanica di base dell'intero gioco, perché pensava che sarebbero state un elemento divertente, che le ragazze avrebbero apprezzato.

L'impatto culturale fu enorme. Bubble Bobble fu un grandissimo successo in tutto il mondo e diede inizio a una lunga serie di seguiti e titoli correlati, tra cui il celeberrimo Puzzle Bobble del 1994, che a sua volta generò una propria dinastia di giochi puzzle.

La leggenda di Bub e Bob continua ancora oggi. Dopo quasi quarant'anni, questi due piccoli draghi colorati rimangono impressi nella memoria di chiunque abbia vissuto l'epoca d'oro delle sale giochi, simboli di un'era in cui bastava una meccanica semplice e ben congegnata per regalare ore di puro divertimento.

Quello che non tutti sanno

Nel 1996 la Taito annunciò di aver smarrito i codici sorgente del gioco originale, rendendo molto più complicato realizzare le successive conversioni. I potenziamenti che compaiono in ogni livello non sono casuali ma si basano su una complicata serie di variabili: il gioco tiene traccia del numero di bolle su cui si è saltellato, quelle scoppiate, la distanza percorsa e i vari bonus ricevuti.

Una volta raggiunto un certo limite, un power-up dedicato viene generato al piano successivo. Inoltre, raggiungendo il livello 20 senza morire appare una porta segreta che conduce a una "tomba segreta" piena di diamanti, e lo stesso accade ai livelli 30 e 50.