Billy Idol: quando un fannullone diventò l'idolo ribelle degli anni '80
Il suo ghigno provocatorio, i capelli platinati acconciati a cresta, il trucco marcato e quel mix esplosivo di punk e pop che fece ballare una generazione intera. Billy Idol non fu solo una rockstar: fu l'incarnazione perfetta dello spirito ribelle degli anni Ottanta, il sex symbol che riuscì a p...
Il suo ghigno provocatorio, i capelli platinati acconciati a cresta, il trucco marcato e quel mix esplosivo di punk e pop che fece ballare una generazione intera. Billy Idol non fu solo una rockstar: fu l'incarnazione perfetta dello spirito ribelle degli anni Ottanta, il sex symbol che riuscì a portare il punk nel mainstream senza tradirne l'anima selvaggia.
William Michael Albert Broad nasce a Stanmore, Londra, il 30 novembre 1955. Il destino sembra giocare con lui fin dall'adolescenza: quando un'insegnante gli restituisce un compito sbagliato con sopra scritto a caratteri cubitali "William is idle" (William è un fannullone), il ragazzo trasforma quella critica in profezia. "Idle" diventa "Idol" - stessa pronuncia, significato opposto.
Dal fannullone all'idolo: la metamorfosi era iniziata. Nel 1975 si iscrive alla facoltà di letteratura inglese presso l'University of Sussex, ma l'esplosione del movimento punk lo distrae dagli studi.
I Sex Pistols e i Clash stanno rivoluzionando la musica inglese, e William sente il richiamo della ribellione. Abbandona l'università dopo un anno e si tuffa nell'underground londinese.
Il caso lo porta sul palco con i Chelsea, una band hardcore guidata da Gene October. La sua performance convince e lo incoraggia a fare sul serio.
Nel 1976 fonda insieme a Tony James, Bob Andrews e Mark Laff i Generation X, prendendo il nome da un libro di sociologia trovato nella biblioteca della madre. A differenza dei contemporanei più militanti, i Generation X guardano al pop britannico degli anni Sessanta, dichiarando apertamente il loro amore per Beatles e Rolling Stones.
La band conquista visibilità televisiva alla BBC con "Top of the Pops" e pubblica tre album di successo, ma la personalità di Idol cresce oltre i confini del gruppo. Nel gennaio 1981 la decisione è presa: Billy abbandona i Generation X e si trasferisce a New York per iniziare la carriera solista, guidato dal manager Bill Aucoin.
Il 1982 segna la svolta definitiva con l'album d'esordio "Billy Idol". Le hit "White Wedding" e "Dancing with Myself" lo trasformano in una presenza fissa su MTV, che sta rivoluzionando il modo di consumare musica.
La sua immagine perfetta per i videoclip - bello, provocatorio, magnetico - lo catapulta nell'olimpo delle star televisive. Ma è nel 1983 che Billy Idol tocca l'apice artistico con "Rebel Yell".
L'album, realizzato insieme al geniale chitarrista Steve Stevens, conquista le classifiche mondiali grazie a brani come "Eyes Without a Face", "Flesh for Fantasy" e la title track "Rebel Yell". Il disco diventa il simbolo sonoro del decennio, mescolando perfettamente l'energia punk con le melodie pop e l'elettronica nascente.
Il 1986 porta "Whiplash Smile", che include la ballata "Sweet Sixteen", ispirata alla storia di Edward Leedskalnin e del suo Coral Castle in Florida. Ma il destino ha in serbo una prova durissima: il 6 febbraio 1990, all'angolo tra Gordon Avenue e Fountain Avenue ad Hollywood, Idol non si ferma a uno stop mentre torna dal suo studio di registrazione sulla sua amata Harley Davidson.
L'impatto con un'auto è devastante: rischia l'amputazione di una gamba e deve sottoporsi a un'operazione di sette ore con l'inserimento di placche d'acciaio. L'incidente gli costa il ruolo nel film "Terminator 2" - James Cameron lo aveva già scelto per interpretare il T-1000 e aveva persino disegnato le storyboard sulla sua immagine.
Il posto andrà a Robert Patrick, ma Billy trova la forza di registrare "Charmed Life" (1990), che include la hit "Cradle of Love", utilizzata nel film "Le avventure di Ford Fairlane". Gli anni Novanta si rivelano difficili.
Il tentativo sperimentale "Cyberpunk" (1993), uno dei primi album registrati completamente al computer, si rivela un flop commerciale. Idol sprofonda nella dipendenza da droghe e nel 1994 sfiora la morte per overdose di GHB.
Toccato il fondo, inizia un lungo percorso di riabilitazione che lo porterà a riscoprire il valore della famiglia e della vita. Il cinema gli offre una seconda possibilità: dopo aver interpretato Cat in "The Doors" di Oliver Stone, trova nuova linfa in ruoli cinematografici e televisivi.
Nel 2005 torna con "Devil's Playground", segnando una rinascita artistica che continua ancora oggi.
Quello che non tutti sanno
Il soprannome "Billy Idol" nacque da un episodio scolastico: l'insegnante scrisse "William is idle" (William è pigro) su un suo compito, ma la pronuncia inglese di "idle" è identica a "idol" (idolo). Prima dei Generation X, Billy militò brevemente nei futuri Siouxsie and the Banshees e fece parte del "Bromley Contingent", un gruppo di fan che seguiva i Sex Pistols nei loro concerti.
Steve Stevens, il suo chitarrista storico, abbandonò temporaneamente la band dopo "Whiplash Smile" per collaborare alla colonna sonora di "Top Gun", vincendo un Grammy per "Top Gun Anthem". Il video di "Sweet Sixteen" fu girato al Coral Castle in Florida, una misteriosa struttura costruita da Edward Leedskalnin, un lettone che la realizzò dopo essere stato lasciato dalla fidanzata il giorno prima del matrimonio.
Idol fu tra i primi artisti a includere il proprio indirizzo email (idol@well.sf.ca.us) nel libretto di un album con "Cyberpunk". Nel 1987 la sua cover di "Mony Mony" raggiunse il numero 1 nelle classifiche americane, mentre l'originale di Tommy James & The Shondells si era fermata al numero 3 nel 1968.