Billie Jean - Michael Jackson (1983)

Era il gennaio del 1983 quando una linea di basso ipnotica iniziò a pulsare dalle radio di tutto il mondo, trascinando con sé una delle canzoni più rivoluzionarie della storia della musica pop. "Billie Jean" non fu solo un brano, ma il biglietto da visita con cui Michael Jackson conquistò definit...

Billie Jean - Michael Jackson (1983)

Era il gennaio del 1983 quando una linea di basso ipnotica iniziò a pulsare dalle radio di tutto il mondo, trascinando con sé una delle canzoni più rivoluzionarie della storia della musica pop. "Billie Jean" non fu solo un brano, ma il biglietto da visita con cui Michael Jackson conquistò definitivamente il trono di Re del Pop, trasformando per sempre il panorama musicale e televisivo degli anni Ottanta. Il pezzo, secondo singolo estratto dall'album "Thriller", nacque dall'esperienza personale di Jackson con le fan più aggressive e le accuse di paternità che lo tormentavano.

La storia racconta di una donna di nome Billie Jean che sostiene di aver avuto una relazione con il protagonista e di aspettare un figlio da lui. Una narrativa che Jackson utilizzò per esprimere la sua frustrazione verso le false accuse e l'invadenza del successo.

La produzione di Quincy Jones elevò il brano a capolavoro assoluto. Il celebre riff di basso, suonato da Louis Johnson dei Brothers Johnson, fu registrato utilizzando una tecnica particolare: per ottenere quel suono secco e penetrante, Johnson suonò con le dita invece del plettro, mentre gli ingegneri applicarono una compressione estrema.

La batteria di Leon "Ndugu" Chancler, con quella cassa che sembrava un colpo al cuore, completò una base ritmica che divenne il DNA stesso del funk-pop anni Ottanta. "Billie Jean" segnò una svolta epocale anche per MTV. Il videoclip, costato 50.000 dollari, fu il primo di un artista afroamericano a essere trasmesso in heavy rotation dall'emittente musicale, abbattendo barriere razziali che sembravano invalicabili.

Le immagini di Jackson che camminava su un marciapiede illuminandosi ad ogni passo divennero iconiche, ispirando una generazione intera di videomaker e performer. Il successo commerciale fu travolgente: numero uno in classifica in tutto il mondo per sette settimane consecutive negli Stati Uniti, oltre due milioni di copie vendute solo in America nel primo anno.

Ma fu l'impatto culturale a rendere "Billie Jean" immortale. La canzone trasformò Jackson da star della Motown a fenomeno globale, aprendo la strada al dominio assoluto di "Thriller" che diventerà l'album più venduto della storia.

La performance televisiva che consacrò definitivamente il brano fu quella del 25 marzo 1983 durante lo speciale "Motown 25: Yesterday, Today, Forever". Fu in quella serata che il mondo vide per la prima volta il moonwalk eseguito in diretta televisiva.

Quello scivolamento all'indietro, apparentemente impossibile, accompagnato dalle note di "Billie Jean", rimane una delle immagini più potenti della cultura pop del Novecento.

Quello che non tutti sanno

La registrazione di "Billie Jean" fu un processo travagliato che durò settimane. Quincy Jones inizialmente era scettico riguardo al brano, ritenendolo troppo lungo e ripetitivo.

Jackson dovette insistere per includerlo in "Thriller", arrivando persino a minacciare di non pubblicare l'album senza quella canzone. Durante le sessioni di registrazione, l'artista era così perfezionista che rifece la voce principale oltre trenta volte, fino a quando non ottenne quella particolare inflessione che mescolava vulnerabilità e determinazione.

Il famoso verso "Billie Jean is not my lover" fu registrato con Jackson che indossava i suoi caratteristici guanti bianchi anche in studio, perché sosteneva che gli davano più sicurezza nell'interpretazione. La linea di basso che caratterizza il pezzo fu inizialmente suonata su un basso Fender Precision del 1960, ma per ottenere quel suono così distintivo, Louis Johnson dovette utilizzare corde vecchie di almeno tre mesi, mai cambiate appositamente per mantenere quella sonorità opaca e profonda che divenne la firma del brano.