Bananarama: tre amiche che reinventarono il pop femminile
Settembre 1980, appartamento sopra la vecchia sala prove dei Sex Pistols in Denmark Street, Londra. Tre ragazze amiche d'infanzia decidono di unire le loro voci e di chiamarsi Bananarama, dal mix tra "The Banana Splits" (uno show americano per bambini) e "Pyjamarama" dei Roxy Music. Non sapevano ...
Settembre 1980, appartamento sopra la vecchia sala prove dei Sex Pistols in Denmark Street, Londra. Tre ragazze amiche d'infanzia decidono di unire le loro voci e di chiamarsi Bananarama, dal mix tra "The Banana Splits" (uno show americano per bambini) e "Pyjamarama" dei Roxy Music.
Non sapevano di aver appena dato vita alla girl band britannica di maggior successo di tutti i tempi, un gruppo che avrebbe venduto oltre 40 milioni di copie e conquistato le classifiche mondiali per oltre quattro decenni. Sara Dallin e Keren Woodward si conoscevano dai quattro anni, compagne di scuola a Bristol prima di trasferirsi a Londra dove incontrarono Siobhan Fahey.
Mentre Sara e Siobhan studiavano giornalismo di moda al London College of Fashion, Keren aveva già iniziato a lavorare per la BBC. La loro prima demo, "Aie a Mwana" (cover dei Black Blood), registrata nel 1981 grazie all'aiuto di Steve Jones e Paul Cook dei Sex Pistols, ottenne un successo inaspettato nei club londinesi, permettendo loro di firmare con la Demon Records.
Il loro vero esordio arrivò nel 1983 con l'album "Deep Sea Skiving", che raggiunse la settima posizione nelle classifiche britanniche. I singoli "Really Saying Something" e "Shy Boy" si piazzarono rispettivamente al quinto e quarto posto, stabilendo subito la loro caratteristica stilistica unica: invece di creare armonie vocali tradizionali, tutte e tre cantavano all'unisono, una formula che si rivelò vincente e raramente abbandonata nella loro carriera.
L'album successivo, l'omonimo "Bananarama" del 1984, fu ancora più acclamato e contenne successi come "Cruel Summer", brano che venne inserito nella colonna sonora di "Karate Kid". Nello stesso anno parteciparono al progetto Band Aid di Bob Geldof, registrando "Do They Know It's Christmas?" insieme a stelle come Sting, George Michael e Simon Le Bon per raccogliere fondi contro la carestia etiope.
Sarebbero state l'unico gruppo a partecipare anche al Band Aid II del 1989. La consacrazione definitiva arrivò nel 1986 con "True Confessions" e soprattutto con "Venus", cover di un brano del 1969 degli olandesi Shocking Blue.
Inizialmente i loro produttori Steve Jolley e Tony Swain si opposero alla rielaborazione dance del pezzo, così le ragazze si rivolsero al trio emergente Stock, Aitken & Waterman. Il risultato fu esplosivo: "Venus" raggiunse il numero 1 negli Stati Uniti il 6 settembre 1986, conquistando anche Canada, Australia, Nuova Zelanda, Svizzera e Messico, diventando Top 10 in altri venti paesi.
Il videoclip di "Venus", diretto da Peter Care e coreografato da Bruno Tonioli, segnò una svolta stilistica per il gruppo. Le tre ragazze abbandonarono il look casual e trasandato dei primi anni per trasformarsi in dee, vampiresse e sacerdotesse, ricreando persino "La nascita di Venere" di Botticelli.
Il video fu trasmesso massicciamente da MTV in tutto il mondo, consolidando l'immagine glamour che le avrebbe caratterizzate negli anni seguenti. L'album successivo "Wow!" del 1988, sempre prodotto da Stock, Aitken & Waterman, raggiunse il numero 26 nelle classifiche britanniche ma conteneva singoli di successo come "I Heard a Rumor" (numero 4 negli USA) e "Love in the First Degree" (numero 3 nel Regno Unito).
Proprio durante la promozione di quest'ultimo brano, nel 1988, Siobhan Fahey decise di lasciare il gruppo per formare le Shakespears Sister con Dave Stewart degli Eurythmics, riuscendo paradossalmente a raggiungere il numero 1 britannico che non aveva mai ottenuto con le Bananarama. Jacquie O'Sullivan sostituì Siobhan, ma dopo l'album "Pop Life" del 1991, anche lei abbandonò il gruppo.
Dal 1993 Sara Dallin e Keren Woodward proseguirono come duo, pubblicando "Please Yourself" che si discostava dal loro sound synthpop per abbracciare sonorità più mature. Nel corso degli anni '90 continuarono a pubblicare album e singoli, adattandosi all'evoluzione musicale con incursioni nell'eurodance e nell'europop.
Quello che non tutti sanno
Le Bananarama entrarono nel Guinness dei Primati come "girl group femminile di maggior successo di tutti i tempi" già a metà carriera, un record che detengono ancora oggi nonostante l'avvento delle Spice Girls. Tuttavia, pochi sanno che il loro successo fu in parte dovuto a una coincidenza tecnica straordinaria: Stock, Aitken & Waterman stavano sperimentando una nuova tecnica di produzione chiamata "Fairlight CMI sequencing" proprio quando registrarono "Venus", che permetteva di sovrapporre infinite tracce vocali mantenendo la chiarezza del suono.
Questa tecnologia, costosa e disponibile solo in pochi studi londinesi, creò quel suono "wall of sound" caratteristico che divenne il marchio di fabbrica della SAW production. Inoltre, il videoclip di "Venus" fu uno dei primi a utilizzare la tecnica del "morphing" digitale per le trasformazioni dei costumi, una innovazione che costò alla London Records oltre 200.000 sterline, cifra record per l'epoca.
Infine, la scelta del nome "Bananarama" non fu casuale: Sara Dallin aveva letto su una rivista di moda che la parola "banana" era considerata la più divertente della lingua inglese secondo uno studio psicologico dell'Università di Cambridge, e volevano un nome che facesse sorridere istintivamente chi lo sentiva per la prima volta.