Automan: l'eroe digitale degli anni Ottanta
Nel 1983 la televisione americana partorì uno dei protagonisti più innovativi della fantascienza: Automan, l'ologramma perfetto nato dal computer di un programmatore geniale. La serie, trasmessa in Italia su Canale 5, portava nelle case degli spettatori una visione futuristica dove la tecnologia ...
Nel 1983 la televisione americana partorì uno dei protagonisti più innovativi della fantascienza: Automan, l'ologramma perfetto nato dal computer di un programmatore geniale. La serie, trasmessa in Italia su Canale 5, portava nelle case degli spettatori una visione futuristica dove la tecnologia informatica diventava alleata della giustizia attraverso un personaggio rivoluzionario.
Walter Nebicher, interpretato da Desi Arnaz Jr., era un programmatore del dipartimento di polizia di Los Angeles frustrato dal suo ruolo marginale. La sua genialità informatica lo portò a creare il programma più ambizioso mai concepito: un ologramma tridimensionale dotata di intelligenza artificiale e capacità fisiche straordinarie.
Automan, con il volto di Chuck Wagner, materializzava dal computer per combattere il crimine nella realtà. L'eroe digitale possedeva caratteristiche uniche che lo rendevano invincibile: forza sovrumana, velocità incredibile, conoscenza enciclopedica e la capacità di materializzare oggetti dal nulla.
La sua automobile, una Lamborghini Countach dalle linee luminescenti blu elettrico, sfidava le leggi della fisica curvando ad angoli impossibili senza rallentare, lasciando scie di luce nel buio delle strade notturne. Cursor, il piccolo compagno luminoso di Automan, rappresentava l'elemento più affascinante della serie.
Questa entità digitale poteva trasformarsi in qualsiasi oggetto necessario: elicotteri, motociclette, aeroplani o semplici strumenti. La sua capacità di materializzazione istantanea anticipava concetti che sarebbero diventati familiari decenni dopo con la realtà virtuale e la stampa tridimensionale.
La serie affrontava tematiche sociali profonde attraverso il filtro della fantascienza. Ogni episodio mostrava come la tecnologia potesse essere utilizzata per combattere corruzione, criminalità organizzata e ingiustizie sociali.
Automan rappresentava l'incorruttibilità digitale contrapposta alla fallibilità umana, incarnando l'ideale di giustizia perfetta. Gli effetti speciali, all'avanguardia per l'epoca, creavano un'atmosfera visiva unica.
Le materializzazioni di Automan e Cursor, realizzate con tecniche pionieristiche di computer grafica, sembravano magia pura agli occhi degli spettatori abituati agli effetti tradizionali. Ogni apparizione dell'eroe digitale trasformava lo schermo in una finestra sul futuro.
Il rapporto tra Walter e la sua creazione esplorava il confine sottile tra creatore e creatura. Automan, pur essendo un programma, sviluppava caratteristiche umane e indipendenza decisionale che spesso sorprendevano il suo programmatore, anticipando dibattiti sull'intelligenza artificiale che sarebbero diventati centrali decenni dopo.
Quello che non tutti sanno
La serie fu cancellata dopo soli 13 episodi principalmente per i costi elevatissimi degli effetti speciali, che assorbivano quasi il 60% del budget produttivo. La Lamborghini Countach utilizzata nelle riprese era in realtà una replica in vetroresina costruita appositamente per la serie, mentre gli effetti luminosi erano ottenuti attraverso 847 metri di fili elettroluminescenti applicati manualmente sulla carrozzeria.
Il personaggio di Automan ispirò direttamente la creazione del film "Tron" della Disney, uscito l'anno successivo.