Astro Boy: il primo eroe robotico che ci ha insegnato l’umanità

Astro Boy, il pioniere degli anime robot anni 80: il piccolo robot con sentimenti umani che ha posto le basi dei cartoni fantascientifici.

Astro Boy: il primo eroe robotico che ci ha insegnato l’umanità

Quando Astro Boy sbarcò in Italia nel 1980, trasmesso su diverse reti locali e poi su reti nazionali come Italia 1, fu come un salto nel futuro per i bambini abituati ai cartoni classici dell’epoca. Nato dalla mente del leggendario Osamu Tezuka — considerato il “Walt Disney giapponese” — Astro Boy (Tetsuwan Atom, “Atom dal braccio d'acciaio”) è stato il primo vero anime della storia, trasmesso in Giappone già nel 1963 in bianco e nero, e poi rinnovato a colori negli anni ’80.

Il protagonista è Atom, un bambino robot creato dallo scienziato Tenma per sostituire il figlioletto morto in un incidente. Ma nonostante l’aspetto perfetto, Tenma si rende presto conto che un robot non potrà mai davvero sostituire un essere umano.

Atom viene abbandonato e finisce in un circo, ma sarà poi “adottato” dal professor Ochanomizu, che ne farà un paladino della giustizia. Dotato di poteri straordinari — super forza, vista telescopica, razzi nei piedi e persino una mitragliatrice nei fianchi — Astro Boy è un eroe che usa la sua forza per difendere i più deboli, combattere l’ingiustizia e cercare un ponte di pace tra uomini e macchine.

Ma ciò che rende davvero speciale Astro Boy non sono le battaglie o le tecnologie: è il cuore. Atom è un personaggio profondamente umano, pur essendo una macchina.

Prova empatia, tristezza, gioia, rabbia, e spesso si interroga sul senso della vita, sulla morte, sull’amore. È un piccolo Pinocchio del futuro, e come lui cerca disperatamente di capire cosa significhi “essere vivi”.

Ogni episodio alterna azione e riflessione, presentando tematiche molto mature per un cartone animato dell’epoca: il razzismo robotico, la guerra, la solitudine, il valore dell’infanzia, l’etica scientifica. Osamu Tezuka, con la sua visione lucida e poetica, riuscì a parlare ai bambini con una dolcezza che oggi sembra quasi scomparsa.

In Italia, la versione andata in onda negli anni ’80 era quella a colori del 1980, con 52 episodi. La sigla, cantata da I Cavalieri del Re, contribuì a rendere memorabile la serie, con un testo che celebrava il coraggio e l’intelligenza del piccolo eroe meccanico.

Quello che non tutti sanno

Astro Boy è stato il primo anime trasmesso in televisione in Giappone, il 1° gennaio 1963, e diede il via all’industria dell’animazione seriale giapponese. Osamu Tezuka inventò lo stile visivo tipico degli anime, con occhi grandi e volti espressivi, ispirandosi ai personaggi di Betty Boop e Walt Disney.

Inoltre, Astro Boy fu il primo personaggio animato giapponese a diventare un fenomeno mondiale, tanto che nel 2009 uscì un film in CGI prodotto a Hollywood. E nel suo universo narrativo, Atom muore e rinasce più volte: ogni versione della serie lo reinterpreta con sfumature diverse, ma il suo messaggio rimane invariato — non è l’acciaio a fare un eroe, ma la capacità di amare.