Amori impossibili e sigle indimenticabili: il fenomeno delle telenovele negli anni ’80
Negli anni ’80, quando il pomeriggio significava merenda, compiti e televisione accesa, le telenovele entrarono nelle case italiane con la forza di un uragano emotivo. Provenienti soprattutto dall’America Latina, queste soap opera melodrammatiche iniziarono a trasmettere sentimenti forti, intrigh...
Negli anni ’80, quando il pomeriggio significava merenda, compiti e televisione accesa, le telenovele entrarono nelle case italiane con la forza di un uragano emotivo. Provenienti soprattutto dall’America Latina, queste soap opera melodrammatiche iniziarono a trasmettere sentimenti forti, intrighi familiari, inganni e passioni travolgenti.
E conquistarono il pubblico, specialmente quello femminile, con un’intensità che pochi altri format riuscirono a eguagliare. Le reti Fininvest, in particolare Rete 4, costruirono la loro identità proprio su questi prodotti, trasformando volti sconosciuti in vere e proprie icone popolari.
Titoli come Topazio, Cristal, Anche i ricchi piangono, Cuore selvaggio, Marilena e La donna del mistero entrarono nel linguaggio comune. Il successo fu tale che le attrici protagoniste – Grecia Colmenares, Veronica Castro, Thalía – divennero per le giovani italiane delle muse inarrivabili, simboli di romanticismo e forza femminile.
La formula era spesso la stessa: una ragazza povera ma bellissima, un giovane ricco e affascinante, una madre segreta, una sorella malvagia, un colpo di scena dopo l’altro. Ma a renderle uniche erano i dettagli: le scenografie esotiche, le musiche struggenti, le sigle italiane spesso cantate da grandi nomi (ricordiamo Balliamo di Eduardo De Crescenzo per Cristal, o la romantica Se guardi il cielo per Topazio).
Le telenovele venivano trasmesse solitamente nel primo pomeriggio, intorno alle 14 o alle 15, quando le casalinghe potevano finalmente sedersi sul divano, con una tazza di caffè, per immergersi in amori tormentati e vendette appassionate. Le puntate erano brevi, ma quotidiane, e terminavano sempre sul più bello, creando una dipendenza affettiva.
Non mancavano i pianti, le lettere d’amore, gli svenimenti, e i baci lunghissimi accompagnati da zoom e primi piani infiniti. In quegli anni, anche la lingua spagnola cominciò a suonare familiare, con espressioni come mi amor, te amo e por qué, che entravano nel lessico quotidiano.
Le adolescenti scrivevano i nomi degli attori sulle agende e imitavano le acconciature cotonate e le camicette con le spalline. Col tempo, le telenovele furono lentamente sostituite da altri format, ma per chi le ha vissute rappresentano ancora oggi un rifugio emotivo.
Basta ascoltare poche note di una sigla per tornare, all’improvviso, in quel salotto anni ’80 dove tutto era più lento, più drammatico, più romantico.
Quello che non tutti sanno
La prima telenovela trasmessa in Italia fu Anche i ricchi piangono, andata in onda su Rete 4 nel 1982. Ma fu Cristal, nel 1985, a consacrare il genere con ascolti record.
Incredibilmente, la sigla italiana di Cristal ebbe così tanto successo da entrare in classifica e fu scritta da Franco Fasano. Veronica Castro, protagonista della prima, fu anche una popolare cantante in Messico e registrò un album appositamente per il pubblico italiano.
Grecia Colmenares, regina delle telenovele, girava oltre 12 ore al giorno sul set e divenne così popolare in Italia che fu ospite fissa in numerosi programmi TV, da Domenica In a Fantastico. E un dettaglio curioso: molte telenovele venivano doppiate con grande anticipo e poi ‘tagliate’ in più episodi per aumentare la durata e fidelizzare il pubblico più a lungo possibile.