Albano e Romina Power: la coppia canora per eccellenza
Ci sono voci che segnano un’epoca, e ci sono coppie che diventano leggenda. Albano Carrisi e Romina Power non sono stati solo marito e moglie, ma l’essenza stessa di un’Italia che negli anni ’80 e ’90 credeva ancora nei sogni romantici, nelle melodie struggenti e nei duetti da cantare a squarciag...
Ci sono voci che segnano un’epoca, e ci sono coppie che diventano leggenda. Albano Carrisi e Romina Power non sono stati solo marito e moglie, ma l’essenza stessa di un’Italia che negli anni ’80 e ’90 credeva ancora nei sogni romantici, nelle melodie struggenti e nei duetti da cantare a squarciagola nei viaggi in macchina o nelle sere d’estate.
La loro storia, musicale e personale, è un intreccio di successi, sentimenti e destino. Tutto comincia nel 1967 sul set del film Nel sole, tratto dall’omonimo brano con cui Albano aveva appena conquistato il pubblico.
Lui, pugliese dal talento potente e dalla voce tenorile; lei, figlia d’arte americana, bellezza luminosa e sguardo malinconico. Scatta l’amore, quello vero.
Si sposano nel 1970 e diventano, quasi per caso, anche una coppia artistica. Il primo duetto di successo arriva nel 1975 con Dialogo, ma è negli anni ’80 che esplode il fenomeno.
Sharazan (1981) li consacra: una ballata esotica, sognante, che entra subito nel cuore della gente. Poi arriva Felicità (1982), presentata al Festival di Sanremo, che diventa un inno nazionale.
Seguiranno Ci sarà (1984), Nostalgia canaglia (1987) e Libertà (1987): ogni brano è una storia d’amore musicata, con lui che canta con passione, lei che lo accompagna con dolcezza e armonia. La loro presenza scenica è magnetica: Romina con i lunghi abiti bianchi e i capelli sciolti, Albano in camicia e giacca, sempre intenso.
Partecipano a cinque edizioni del Festival di Sanremo tra il 1982 e il 1987, conquistando il pubblico ogni volta, fino alla vittoria nel 1984 con Ci sarà. Ma non è solo l’Italia a innamorarsi: i loro brani scalano le classifiche anche in Germania, Austria, Spagna, Francia, Unione Sovietica e persino Giappone.
Sono tra gli artisti italiani più internazionali dell’epoca, anche grazie a testi tradotti e versioni in lingua. La loro immagine è quella di una famiglia felice, con i figli, la tenuta di Cellino San Marco, le estati pugliesi, le interviste sincere.
Ma la favola si spezza tragicamente con la scomparsa della figlia Ylenia nel 1994, un dolore immenso che li allontana progressivamente. Nel 1999 annunciano la separazione, sia artistica che personale.
Il pubblico resta attonito: un’epoca sembra finita. Ma nel 2013, a Mosca, accade l’inaspettato: Albano e Romina tornano a cantare insieme.
Seguono concerti in Europa, America e Russia, una nuova ondata di emozione, nostalgia e affetto. Perché certe canzoni — Felicità, Cara terra mia, Sempre sempre — non sono solo musica, ma memoria collettiva.
Quello che non tutti sanno
Il nome Sharazan, che tutti abbiamo cantato senza sapere bene cosa significasse, è stato inventato: secondo Romina, rappresentava un “luogo immaginario e perfetto”. Inoltre, Felicità fu originariamente proposta al Festival di Sanremo con un testo diverso, ritenuto troppo malinconico.
La versione finale fu modificata in extremis. Albano e Romina furono il primo duo italiano a vendere dischi ufficialmente anche nell’ex Unione Sovietica, dove venivano considerati “ambasciatori di pace”.
Infine, molte delle loro registrazioni furono fatte in presa diretta, senza sovraincisioni, per mantenere intatta la genuinità del loro canto, imperfetto ma autentico, come l’amore che raccontavano.