Aerosmith: l'America del rock si presentò con Rag Doll
Era il 1987 quando dalle radio italiane iniziò a risuonare "Rag Doll", il singolo che annunciava il ritorno dei "cattivi ragazzi di Boston" sulla scena mondiale. Gli Aerosmith, guidati dal carismatico Steven Tyler e dal chitarrista Joe Perry, stavano per regalare all'Italia uno dei momenti più es...
Era il 1987 quando dalle radio italiane iniziò a risuonare "Rag Doll", il singolo che annunciava il ritorno dei "cattivi ragazzi di Boston" sulla scena mondiale. Gli Aerosmith, guidati dal carismatico Steven Tyler e dal chitarrista Joe Perry, stavano per regalare all'Italia uno dei momenti più esplosivi del rock americano degli anni '80 e '90.
La band, formatasi nel 1970, aveva già conquistato l'America negli anni '70 con capolavori come "Toys in the Attic" (1975) e "Rocks" (1976), ma la fine del decennio li aveva visti sprofondare in una spirale di droga, alcol e conflitti interni. La separazione dei "Toxic Twins" Tyler e Perry sembrava aver decretato la fine di un'era, fino al miracolo del 1986: la collaborazione con i Run-DMC per il remake di "Walk This Way" li riportò sotto i riflettori, diventando uno dei primi esempi di crossover rap-rock della storia.
Fu l'inizio della "Trilogia della Rinascita", tre album che ridefinirono il concetto di hard rock commerciale. "Permanent Vacation" (1987) segnò il ritorno alla grande: 5 milioni di copie vendute solo negli USA, trascinato dai singoli "Dude (Looks Like a Lady)", "Rag Doll" e la power ballad "Angel". La formula era perfetta: hard rock potente ma radiofonico, con quel tocco glam metal che spopolava nell'epoca di Bon Jovi e Mötley Crüe.
Il capolavoro arrivò nel 1989 con "Pump", prodotto dal genio canadese Bruce Fairbairn. L'album, registrato nella tranquillità di Cohasset nel Massachusetts, vendette 10 milioni di copie mondiali e regalò hit immortali come "Love in an Elevator", "Janie's Got a Gun" e "Young Lust".
Durante il tour promozionale di "Pump", gli Aerosmith suonarono per la prima volta in Italia, portando la loro energia esplosiva sui palchi del nostro paese e conquistando definitivamente il pubblico italiano. La consacrazione definitiva arrivò nel 1993 con "Get a Grip", il loro maggiore successo commerciale con oltre 20 milioni di copie vendute.
L'album entrò direttamente al primo posto della Billboard 200 e lanciò una serie di videoclip memorabili diretti da grandi registi, con protagoniste le giovani Alicia Silverstone e Liv Tyler (figlia di Steven). Brani come "Cryin'", "Crazy" e "Amazing" dominarono MTV e le radio di tutto il mondo.
In Italia, gli Aerosmith divennero il simbolo del rock americano per eccellenza. Le loro ballad accompagnarono le dediche radiofoniche, mentre i riff di Joe Perry risuonavano nei locali notturni.
La band rappresentava il perfetto equilibrio tra potenza e melodia, tra ribellione e commercialità, incarnando lo spirito degli anni '90 che stavano per esplodere. Il successo continuò anche grazie alla colonna sonora di "Armageddon" (1998), quando "I Don't Want to Miss a Thing" divenne la loro unica numero uno negli USA, conquistando le classifiche di Australia, Germania, Irlanda, Austria, Norvegia, Italia, Paesi Bassi e Svizzera.
Per quattro settimane consecutive, il mondo cantò all'unisono questo inno all'amore eterno. Non tutti sanno che Il nome "Aerosmith" non ha significato specifico: fu un'intuizione del batterista Joey Kramer che, ascoltando "Aerial Ballet" di Harry Nilsson, pensò che un nome che iniziasse con "Aero" avrebbe suonato bene. "Pump" rischiò di chiamarsi "F.I.N.E." (acronimo di "Fucked Up, Insecure, Neurotic, and Emotional"), titolo poi utilizzato solo per una canzone dell'album.
Bruce Fairbairn, produttore della trilogia, aveva già fatto il botto con "Slippery When Wet" dei Bon Jovi e divenne il producer di punta dell'hard rock tra gli '80 e i '90. Il video di "Janie's Got a Gun" fu diretto da David Fincher, futuro regista di "Seven" e "Fight Club", ma dovette subire diversi tagli per i contenuti troppo espliciti sulla violenza domestica.
La copertina di "Pump" mostra un camion in decollo, metafora perfetta per un album "in perenne decollo" che portò la band "dovunque, dalle radio alla televisione". Nel 1991 gli Aerosmith comparvero persino in un episodio dei Simpson, consolidando il loro status di icone pop oltre che rock.