883: colonna sonora di un’adolescenza fatta di motorini, sogni e primi amori

Negli anni '90, bastavano poche note per farci sentire subito in un film della nostra vita. E molto spesso, quelle note venivano dagli 883. Il progetto musicale nato nel 1991 da Max Pezzali e Mauro Repetto, a Pavia, ha rappresentato molto più di un semplice duo pop: è stato il diario di un’intera...

883: colonna sonora di un’adolescenza fatta di motorini, sogni e primi amori

Negli anni '90, bastavano poche note per farci sentire subito in un film della nostra vita. E molto spesso, quelle note venivano dagli 883.

Il progetto musicale nato nel 1991 da Max Pezzali e Mauro Repetto, a Pavia, ha rappresentato molto più di un semplice duo pop: è stato il diario di un’intera generazione. Quelle canzoni parlavano di noi, delle nostre storie semplici e vere, delle emozioni che provavamo crescendo in un’Italia che cambiava, ma con un walkman sempre nelle orecchie.

Il debutto fu travolgente: nel 1992 uscì Hanno ucciso l’Uomo Ragno, con un titolo che sembrava una provocazione, e invece era pura poesia urbana. L’album, prodotto da Claudio Cecchetto, vendette oltre 600.000 copie, e la title track divenne subito un tormentone.

Un pop italiano con venature elettroniche e testi che sembravano scritti durante l’ora di filosofia, ma col linguaggio degli amici al bar. Poi arrivarono Nord Sud Ovest Est (1993), La donna il sogno & il grande incubo (1995) e una raffica di singoli indimenticabili: “Sei un mito”, “Come mai”, “Gli anni”, “Una canzone d’amore”, “La regola dell’amico”, “Rotta per casa di Dio”.

Ogni pezzo era una fotografia vivissima: gli zaini Invicta, le partite alla PlayStation, le gite scolastiche, le ragazze irraggiungibili, le serate nei parcheggi dei centri commerciali. E quel misto di leggerezza e malinconia che solo Max Pezzali sapeva rendere con semplicità disarmante.

Nel 1994 Mauro Repetto lasciò il gruppo per cercare fortuna come regista in America. Da allora gli 883 rimasero nella sostanza Max Pezzali, accompagnato da nuovi musicisti, ma senza mai tradire lo spirito originale: raccontare storie vere, senza maschere.

La voce di Max, nasale e inconfondibile, diventò uno degli emblemi sonori dei ’90 italiani. La loro musica non era solo colonna sonora: era rifugio, specchio e compagnia.

Gli 883 erano gli amici che ti facevano sentire meno solo mentre crescevi. In un’epoca senza social, ogni loro canzone era un post condiviso in silenzio con l’intera classe.

Quello che non tutti sanno

Il nome “883” è un omaggio alla moto preferita di Max e Mauro: la Harley-Davidson Sportster 883. Il videoclip di “Come mai”, uno dei più iconici degli anni ’90, fu girato in bianco e nero e interpretato da una giovane e sconosciuta Natasha Stefanenko.

Inoltre, l’album Nord Sud Ovest Est del 1993 fu il più venduto in Italia quell’anno, superando anche Vasco Rossi e Ligabue. Infine, Max Pezzali scriveva tutti i testi in una piccola stanza della casa dei genitori a Pavia, dove aveva ancora i poster di Spider-Man e dei G.I.

Joe alle pareti.