365 giorni all'alba: quadro televisivo dedicato al servizio di leva

Nel 1987 Marco Risi diede vita a uno dei film più rappresentativi della cinematografia italiana degli anni '80: "Soldati - 365 all'alba". Ma fu la successiva versione televisiva estesa a trasformare quest'opera in un vero fenomeno generazionale, portando nelle case degli italiani una rappresentaz...

365 giorni all'alba: quadro televisivo dedicato al servizio di leva

Nel 1987 Marco Risi diede vita a uno dei film più rappresentativi della cinematografia italiana degli anni '80: "Soldati - 365 all'alba". Ma fu la successiva versione televisiva estesa a trasformare quest'opera in un vero fenomeno generazionale, portando nelle case degli italiani una rappresentazione cruda e autentica del servizio militare obbligatorio.

Il film originale, uscito al cinema il 31 dicembre 1987, durava 116 minuti e raccontava le vicissitudini di un gruppo di giovani reclute del terzo scaglione del 1987, trasferite al 47º Battaglione di Pontebba, soprannominato "Fort Apache" per la rigida disciplina e il violento nonnismo. Protagonisti assoluti erano Claudio Scanna (Claudio Amendola), giovane romano ribelle con un passato burrascoso, e il tenente Armando Fili (Massimo Dapporto), ufficiale frustrato e ossessionato dalla gelosia verso la moglie.

La svolta arrivò con la versione televisiva estesa, una "long version" di circa 163 minuti che Mediaset trasmise suddivisa in due parti da circa 80 minuti ciascuna. Questa versione, distribuita in formato 4:3, conteneva scene aggiuntive che approfondivano i rapporti tra i personaggi e offrivano uno spaccato ancora più dettagliato della vita militare.

Le scene tagliate dal montaggio cinematografico rivelavano sfumature psicologiche fondamentali, trasformando il film in un vero e proprio affresco sociologico. Il cast includeva Alessandro Benvenuti nel memorabile ruolo del "nonno" toscano Buzzi, Ivo Garrani come il comandante del battaglione, Agostina Belli nei panni della moglie del tenente, e giovani attori destinati a diventare volti noti del cinema italiano.

La colonna sonora accompagnava le vicende con brani simbolo degli anni '80: da "I Wanna Dance with Somebody" di Whitney Houston a "Papa Don't Preach" di Madonna, da "Gente di mare" di Tozzi-Raf alle citazioni di Top Gun. La forza della versione televisiva risiedeva nella sua capacità di documentare un'esperienza condivisa da milioni di italiani.

Girato in diverse location del Lazio (Bassano Romano, Oriolo Romano) e utilizzando l'ex ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà di Roma per gli interni, il film-tv mostrava senza filtri il nonnismo, le frustrazioni, le amicizie e i conflitti generazionali tipici della naja. La trama seguiva l'escalation del conflitto tra Scanna e Fili, culminante nella drammatica notte finale quando il tenente, dopo aver sottratto l'arma al soldato durante un servizio di guardia, lo provocava fino al punto di rottura.

La scena dello sparo in aria e il successivo confronto con il comandante rappresentavano il climax di un anno di soprusi e vendette personali. Il successo televisivo fu travolgente, specialmente tra chi aveva vissuto l'esperienza militare.

Le repliche su Mediaset Extra duravano oltre tre ore, testimoniando l'appetito del pubblico per questa narrazione autentica. La versione estesa divenne un cult, più apprezzata persino del film originale per la sua capacità di entrare nei dettagli psicologici e sociali dell'ambiente militare.

Non tutti sanno che Il Ministero della Difesa vietò a Marco Risi l'utilizzo di strutture militari attive per le riprese, a causa delle polemiche sul servizio di leva che negli anni '80 era funestato da episodi di suicidi e nonnismo. Per questo motivo la stazione ferroviaria di "Pontebba Scalo" era in realtà quella di Bassano Romano con un cartello finto, mentre la piazzetta del paese era Piazza Umberto I di Oriolo Romano.

La sigla musicale era cantata da Umberto Smaila, che compose un brano di straordinaria intensità emotiva. Il 47º Battaglione Genio Pionieri era completamente inventato: l'equipaggiamento e le manovre mostrate nel film suggerivano piuttosto un reparto di Fanteria.

La versione televisiva conteneva inoltre riferimenti musicali tagliati dal cinema, come "Je t'aime... moi non plus" durante il ballo di fine anno 1986 e "Acqua azzurra, acqua chiara" di Battisti durante una scena di nonnismo, creando un soundtrack perfetto per raccontare quel particolare momento storico italiano.